Piana di Rosia, una mozione che da i numeri

Il 2 settembre il Consiglio comunale di Sovicille ha approvato la mozione sulla transizione energetica, con il voto di “Insieme per Sovicille” e di “Svolta a Sinistra”. L’abbiamo firmata volentieri, anche perché ci abbiamo lavorato parecchio.

Perché una mozione sulle rinnovabili possa dirsi seria, secondo noi, deve fare tre cose: dire dove siamo, dire cosa non va bene, e dire cosa il Comune farà. Non necessariamente in quest’ordine, ma tutte e tre.

Dove siamo

Nel testo ci sono i numeri, uno per uno: un agrivoltaico da 128 MWp su 238 ettari tra Padule e Piana di Rosia, un altro da 11,99 MW su 16,6 ettari, un fotovoltaico a terra da 9,65 MW su 14 ettari a Bellaria, due impianti su pensiline, il biometano alla Rancia, quello da 6,5 ettari fermo al Consiglio di Stato dopo che il Comune aveva detto no e il TAR gli aveva dato ragione. E i 20 ettari annunciati nel demanio aeroportuale di Ampugnano. Messi in fila fanno un’impressione diversa che presi uno alla volta. Che è esattamente il punto: la mozione chiede che l’impatto sia valutato nel suo insieme, e non progetto per progetto come se ciascuno cadesse su un territorio vergine.

Cosa non va bene

Che l’urgenza climatica diventi il paravento di operazioni finanziarie. Siamo per la transizione energetica, tanto che chiediamo di semplificare la vita a chi mette i pannelli sul tetto di casa, dell’azienda, della scuola, e a chi costruisce comunità energetiche. Ma c’è una differenza tra una transizione democratica e un investimento speculativo di soggetti che con questo territorio non hanno alcun legame. Su questo la mozione è netta: e lo è anche nel caso in cui l’energia prodotta su suolo pubblico servisse a sussidiare impropriamente tutt’altra attività.

Cosa farà il Comune

Qui c’è il passaggio di cui andiamo più fieri/e, e che merita di essere letto con attenzione perché è scritto in burocratese ma è denso. La legge regionale in discussione fissa un tetto: oltre una certa percentuale di superficie agricola occupata da impianti, le aree agricole di quel Comune smettono di essere “idonee”. Il tetto si può alzare, se il Comune lo chiede. Sovicille si impegna a non chiederlo mai, e a stare sui livelli minimi. Tradotto: il tetto non si alza, e nessuno potrà tornare a bussare sperando in una firma distratta.

Nella stessa mozione il Consiglio chiede alla Regione di approvare in fretta la legge, tenendo anche le osservazioni di ANCI e UPI: che nel conteggio degli ettari entrino pure allacci, strade di servizio e infrastrutture, e che i progetti dello stesso soggetto vicini tra loro siano valutati insieme invece che a fettine. Non è un dettaglio tecnico, è la differenza tra un argine e un colabrodo.

E poi c’è una riga che ci stava a cuore: la Piana di Rosia, dove insiste anche il demanio aeroportuale, è corridoio ecologico tra la Montagnola Senese e l’Alto Merse, e sovrasta la falda del Luco, da cui letteralmente beve Siena.

Un ringraziamento sincero al Comitato AmpugnaNO e all’Associazione Ampugnano per la salvaguardia del territorio: molte delle cose scritte lì dentro sono arrivate da loro, dal lavoro paziente di chi va a cercarsi i bilanci, le delibere e i numeri veri. Noi abbiamo fatto la nostra parte, che è portarli dove si vota e chiedere l’attenzione degli altri gruppi consiliari sul tema.

La mozione ora è un atto del Consiglio. Vale quanto vale il seguito che gli daremo. Noi ci siamo, e continueremo a controllare che le scadenze non passino in silenzio.

La mozione

Rete delle infrastrutture in provincia di Siena: Aeroporto di Ampugnano

Il Consiglio Comunale di Sovicille

Comune di Sovicille, Protocollo (E) n. 0020086/2026 del 27-08-2026

Premesso che

  • Il territorio senese versa ancora in uno stato di difficoltà di collegamenti, per risolvere i quali è assolutamente prioritario investire sul potenziamento e sull’ammodernamento delle infrastrutture viarie e ferroviarie, a partire dal raddoppio completo e dalla elettrificazione del tratto ferroviario Empoli-Siena-Chiusi, dal rapido completamento del raddoppio della SS223 Siena–Grosseto con la realizzazione del cosiddetto “lotto 0”, dall’ammodernamento dell’autopalio Siena–Firenze;
  • La “bozza di progetto” di rilancio dell’aeroporto di Ampugnano presentata da ENAC ed ENAC Servizi nel corso di una conferenza stampa tenutasi nel Palazzo Comunale di Siena il 18 luglio 2025, con la previsione di voli privati ed aerotaxi e rivolto ad una clientela “alto spendente”, non risolve minimamente il problema dell’isolamento di Siena per la maggior parte dei cittadini e nemmeno per la stessa clientela “alto spendente”, che potrebbe raggiungere, come già avviene in diversi casi, le strutture ricettive di lusso della provincia direttamente in elicottero ed impiegando molto meno tempo e senza tappe intermedie;
  • Il “progetto”, presentato il 18 luglio 2025, senza piano di fattibilità né business plan e privo di un’analisi del bacino d’utenza, poggia sulla vendita dell’energia prodotta da un impianto fotovoltaico da realizzarsi all’interno del sedime aeroportuale come principale voce di ricavo: i circa 2,5 milioni di euro annui attesi dalla vendita in parola sono destinati non alla collettività locale ma al bilancio di ENAC Servizi Srl, la stessa società che già registra perdite strutturali (circa 2 milioni di euro l’anno sul solo scalo di Pantelleria) e che ha chiuso in utile soltanto grazie ai contributi di ENAC, in contrasto con l’obbligo di autofinanziamento entro tre anni previsto dall’art. 14 del D.Lgs. 175/2016;
  • L’impianto fotovoltaico non è dunque un elemento accessorio del progetto, ma il suo motore finanziario: senza di esso l’operazione aeroportuale non si regge;
  • Come dichiarato, il “progetto” per l’aeroporto di Ampugnano è inserito nel programma Regional Air Mobility (RAM) e prevede un investimento di 34,5 milioni di euro, di cui 16 destinati alla costruzione di un impianto fotovoltaico che occuperebbe 20 ettari del sedime aeroportuale;
  • La RAM è un programma pluriennale di ENAC, attuato tramite la società in house ENAC Servizi Srl con una dotazione complessiva di circa 300 milioni di euro, volto a creare una rete nazionale di voli commerciali a corto raggio tra aeroporti minori con velivoli da 9-19 posti; nell’ambito di tale programma, lo stanziamento per Ampugnano (34,5 milioni di euro) risulta tra i maggiori destinati a un singolo scalo, in assenza, come già rilevato, di piano di fattibilità, business plan e analisi del bacino d’utenza;
  • Il modello RAM prevede voli privati a corto raggio (fino a 300 km) altamente inquinanti, contraddicendo gli obiettivi di decarbonizzazione;
  • Lo stesso Presidente di ENAC ha pubblicamente riconosciuto (trasmissione FuoriTG, RAI3, 22 gennaio 2026) che un aeroporto con meno di un milione di passeggeri l’anno non può raggiungere il pareggio di bilancio;
  • Per esplicita ammissione del promotore, dunque, Ampugnano è destinato a operare strutturalmente in perdita;
  • Il modello economico della RAM prevede tariffe annunciate di 80-100 euro, rese possibili soltanto da contributi pubblici di continuità territoriale; per Ampugnano, la stessa ENAC ha ipotizzato in conferenza stampa un intervento della Regione per calmierare le tariffe;
  • Si tratta, quindi, di un modello che vorrebbe sommare sussidio pubblico a sussidio pubblico e che autorevoli osservatori del settore dei trasporti hanno definito una costosa iniziativa di nicchia;
  • D’altronde, nella stessa audizione regionale del 9 aprile 2026, il progetto è stato descritto come destinato a un’utenza “alto-spendente”, con aerotaxi e voli privati;
  • L’impianto fotovoltaico che sarebbe il motore finanziario di questo progetto si inserisce in un contesto territoriale già pesantemente sotto pressione: le richieste di installazione a Sovicille includono un mega impianto agrivoltaico da 128 MWp su 238 ettari nella Piana di Rosia (Padule), in corso di VIA, oltre ad altri interventi a terra già autorizzati in località Bellaria per circa 30 ha;
  • Lo scalo di Ampugnano sarebbe destinato all’aviazione generale e a voli privati su tratte di breve e brevissimo raggio, tra le più inquinanti in rapporto al numero di passeggeri trasportati;
  • Impiegare suolo pubblico, fondi pubblici e un impianto fotovoltaico su 20 ettari per sostenere un’infrastruttura di questo tipo contraddice gli stessi obiettivi di decarbonizzazione e di giustizia sociale che la normativa sulle rinnovabili persegue;
  • Appare molto più utile che il Ministero dei Trasporti provveda al finanziamento necessario alle società preposte, ANAS e Ferrovie dello Stato, per realizzare celermente il raddoppio completo e l’elettrificazione della Empoli-Siena-Chiusi ed il completo raddoppio della strada a 4 corsie tra Siena e Grosseto;
  • La gestione degli aeroporti minori da parte di ENAC tramite la propria società in house ENAC Servizi, interamente controllata, configura un evidente conflitto di interessi, in cui l’ente regolatore, vigilante e certificatore del settore aereo, è al tempo stesso gestore e promotore commerciale degli scali; tale criticità è già stata portata all’attenzione del Parlamento con un’interpellanza alla Camera e una interrogazione al Senato;
  • Il 9 luglio 2026, al termine del ciclo di audizioni promosso dalla commissione Territorio del Consiglio regionale della Lombardia a partire da una proposta di risoluzione consiliare, l’amministratore unico di ENAC Servizi Srl ha dichiarato in sede istituzionale che l’aeroporto di Milano-Bresso non farà parte del progetto Regional Air Mobility e non sarà aperto ai collegamenti aerei commerciali, e che lo scalo sarà interessato unicamente da lavori di manutenzione e riqualificazione delle infrastrutture esistenti: il percorso istituzionale regionale, laddove attivato, si è dunque dimostrato concretamente efficace e potenzialmente replicabile nel caso di Ampugnano;
  • La bozza di progetto di ENAC ed ENAC Servizi è stata presentata durante una conferenza stampa tenutasi presso il Comune di Siena senza coinvolgere la sede del demanio aeroportuale, il Comune di Sovicille: circostanza, a dir poco, irrituale, visto che il Comune di Siena non figura fra gli Enti chiamati ad esprimere un parere in sede di Conferenza dei Servizi;
  • Alla richiesta formale avanzata dal Sindaco del Comune di Sovicille di presentare formalmente il progetto in una pubblica assemblea e con il coinvolgimento dei soggetti istituzionali interessati è stato risposto, in data 6 agosto 2025, che sarebbe stato possibile appena ci fosse stato uno sviluppo delle tematiche progettuali; ma in realtà il Comune di Sovicille non ha mai ricevuto alcuna comunicazione in tal senso da parte di ENAC Servizi Srl.

Considerato che

  • L’area di Ampugnano sovrasta la falda del Luco, serbatoio idrico vitale per Siena, e insiste su un corridoio ecologico connesso alla Montagnola Senese: valori la cui compromissione sarebbe irreversibile;
  • Con nota del 20 luglio 2026 ENAC Servizi ha indetto una Conferenza di Servizi in forma semplificata ed in modalità asincrona al fine di acquisire i pareri, i nulla osta e le autorizzazioni necessarie ai fini della localizzazione dell’opera, della conformità urbanistica e paesaggistica dell’intervento, della risoluzione delle interferenze e delle relative opere mitigatrici e compensative relativi al complesso di interventi del programma di ottimizzazione della capacità aeroportuale dell’aeroporto di Siena-Ampugnano;
  • Tali interventi riguardano:
    • la demolizione dell’attuale aerostazione e la realizzazione di un nuovo terminal;
    • la realizzazione di nuovi hangar;
    • la realizzazione di nuovi apron e parcheggi hangar;
    • l’adeguamento normativo della taxiway;
    • la viabilità perimetrale e di accesso.
  • Nello specifico gli interventi si propongono di:
    • ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture attraverso il bilanciamento delle attività di tutto l’aeroporto;
    • individuare interventi localizzati di potenziamento delle infrastrutture aeronautiche al fine di implementare l’efficienza dell’aeroporto;
    • migliorare l’accessibilità al sistema aeroportuale e garantire una corretta organizzazione delle funzioni operative.
  • Tale procedura appare critica non solo per la tempistica, a ridosso della pausa estiva di agosto, ma anche per la titolarità dell’indizione: ci si interroga, infatti, sulla legittimità di un procedimento avviato da ENAC Servizi Srl anziché dall’ente regolatore ENAC, fatto che parrebbe alimentare ulteriormente il conflitto di interessi tra controllore e controllato, che non appare in grado di garantire la necessaria terzietà del regolatore ENAC verso il soggetto regolato ENAC Servizi;
  • È più che legittimo interrogarsi su quale sia il progetto aeroportuale a cui queste infrastrutture sarebbero di supporto, dato che lo sviluppo delle tematiche progettuali non c’è ancora, come affermato nella risposta di ENAC ed ENAC Servizi alla richiesta del Sindaco di Sovicille;
  • È necessario sapere se il progetto relativo all’impianto fotovoltaico sia ancora parte integrante del progetto, visto l’impatto che lo stesso riveste e che deve assolutamente essere valutato congiuntamente al progetto di sviluppo dello scalo;
  • È più che legittimo interrogarsi in base a quali elementi gli Enti coinvolti nella Conferenza dei Servizi possano esprimere una valutazione completa e a ragion veduta sulla conformità urbanistica e paesaggistica dell’intervento e della sua coerenza con le norme in vigore, se non sono a conoscenza del progetto complessivo.

Richiamate

  • Le mozioni con cui questo Consiglio ha già rivendicato il ruolo di interlocutore fondamentale nei confronti di ENAC, chiedendo che il demanio statale fosse trasferito alla Regione Toscana;
  • L’orientamento assunto da questa amministrazione nel proprio programma di mandato circa la destinazione del demanio aeroportuale e dell’aeroporto.

Rilevato che

Il trasferimento del sedime demaniale di Ampugnano alla Regione Toscana, previsto per gli aeroporti non di interesse nazionale dal Piano Nazionale degli Aeroporti (DPR 201/2015), troverebbe nella Regione un interlocutore istituzionale maggiormente sensibile e prossimo alle esigenze del territorio, con il quale il confronto democratico è possibile e doveroso, mentre l’attuale gestione ENAC/ENAC Servizi si è dimostrata impermeabile alle istanze delle comunità locali.

Impegna il Sindaco e la Giunta

1. Trasferimento del demanio e percorso partecipativo contestuale
  • A sostenere con decisione, presso la Regione Toscana, il Ministero competente e l’Agenzia del Demanio, l’avvio dell’iter di trasferimento del sedime aeroportuale demaniale di Ampugnano alla Regione, promuovendo contestualmente, sin dall’avvio dell’iter e senza attenderne la conclusione, un percorso partecipativo chiamato a definire la destinazione dell’area al servizio delle comunità locali e degli enti pubblici: è il protagonismo democratico del territorio, non il rinvio del trasferimento, la garanzia contro ogni uso speculativo del bene.
  • A chiedere ai Ministeri competenti, in coordinamento anche con la Regione e con la Provincia, un serio impegno per l’ammodernamento e l’efficientamento delle linee ferroviarie e stradali che collegano il territorio senese con il resto del Paese.
2. Azione istituzionale per la salvaguardia del territorio
  • Ad attivarsi sollecitamente in ogni fase procedurale prevista dall’ordinamento (quali Conferenze dei Servizi, verifiche di assoggettabilità a VIA, Valutazione di Impatto Ambientale) con valutazioni di merito in relazione alla salvaguardia di beni costituzionalmente tutelati e con verifiche tecniche di conformità, per quanto di propria competenza, per garantire che lo sviluppo dell’area aeroportuale di Ampugnano avvenga esclusivamente nel rispetto dell’identità, dei valori paesaggistici di Sovicille e dei principi enunciati in questa mozione.
3. Il territorio ha il diritto di conoscere l’intero progetto ipotizzato per Ampugnano
  • A chiedere nuovamente a ENAC Servizi Srl la presentazione pubblica del progetto complessivo sul sito di Ampugnano, con il coinvolgimento anche della Regione, al fine di poter comprendere quali siano le reali intenzioni e di confrontare queste ultime con i programmi regionali relativi alla mobilità.
4. Rispetto e coinvolgimento del territorio e delle Istituzioni
  • A continuare e realizzare il processo con il quale ENAC ed ENAC Servizi coinvolgano le istituzioni interessate, il Comune di Sovicille, la Regione Toscana, la Provincia di Siena, in un’analisi partecipata e trasparente dei costi e dei benefici dell’aeroporto per il territorio, quale base conoscitiva per ogni decisione futura.
5. Percorso istituzionale regionale sul modello di Milano-Bresso
  • A valutare insieme alla Regione Toscana la possibilità e la convenienza di attivare un percorso analogo a quello svolto dal Consiglio regionale della Lombardia per l’aeroporto di Bresso, articolato in un ciclo di audizioni di tutti i soggetti interessati (ENAC, ENAC Servizi Srl, Comune di Sovicille, Comune di Siena, Provincia di Siena, comitati e associazioni del territorio), dando seguito all’audizione dei vertici di ENAC ed ENAC Servizi già annunciata dalla presidenza della commissione Ambiente, e concluso da una risoluzione consiliare che definisca l’assetto del sedime di Ampugnano, chiarendone la coerenza con la programmazione regionale della mobilità ed escludendone l’apertura a collegamenti commerciali di linea.
  • A coinvolgere in tale percorso i parlamentari del territorio, anche in relazione alle iniziative già assunte in sede parlamentare in ordine alla trasparenza degli investimenti sugli aeroporti minori.

Firmato

Il Gruppo “Svolta a Sinistra” Il Gruppo “Insieme per Sovicille”


Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *